ciclope

Il ciclope (greco: Κύκλωψ che significa “occhio rotondo”) è una figura della mitologia greca. È il discendente di un’antica razza di giganti, caratterizzati dalla presenza di un solo occhio, anche se questo elemento sembra essere posteriore alle prime attestazioni, quando i ciclopi erano solamente genti di grandi dimensioni dagli occhi tondi.Ne ritroviamo il mito in molti testi della letteratura greca. Secondo Esiodo, i tre ciclopi Bronte, Sterope e Arge sono figli di Urano e Gea, fratelli dei Titani, in cui vengono più tardi ricompresi.

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Erano creature prodigiose, alti conoscitori dell’arte della lavorazione del ferro. La loro attività era fabbricare i fulmini di Zeus. Nella mitologia romana i Ciclopi erano gli aiutanti di Efesto (o Vulcano).Omero ne parla nell’Odissea (libro IX) quando Odisseo incontra in Sicilia i loro figli: i barbari Ciclopi, che, ormai scordata l’arte degli avi che lavoravano come fabbri per Zeus, vivevano dediti alla pastorizia e isolati l’uno dall’altro in caverne.

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« Questi si affidano

ai numi immortali: non piantano alberi,

non arano campi; ma tutto dal suolo

per loro vien su inseminato e inarato,

orzo e frumento e viti che portano vino

nei grappoli grossi, che a loro matura

la pioggia celeste di Zeus »Una qualche verità storica riguardo all’esistenza di una popolazione o tribù che rispondesse al nome di “Ciclopi” ci viene data da Tucidide nel libro VI delle sue Storie allorquando si accinge a parlare delle popolazioni barbare esistenti in Sicilia prima della colonizzazione greca.

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Così scrive:

« Si dice che i più antichi ad abitare una parte del paese fossero i Lestrigoni e i Ciclopi, dei quali io non saprei dire né la stirpe né donde vennero né dove si ritirarono: basti quello che è stato detto dai poeti e quello che ciascuno in un modo o nell’altro conosce al riguardo. »

L’attribuzione del caratteristico “occhio unico”, come già detto, è tarda. La ciclopia è in realtà una forma dell’oloprosencefalia, una patologia nella quale il cervello si presenta unico, non distinto cioè nei due emisferi. Tale malattia si può presentare con diversi gradi di gravità, tra i quali la forma che si può considerare “completa” è detta ciclopia[1], appunto.

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Secondo un’altra ipotesi la leggenda dei ciclopi potrebbe essere nata a causa di alcuni ritrovamenti fossili di elefanti nani, vissuti in Sicilia al tempo del Paleolitico. La particolarità dei lori crani è di avere un grande buco al centro, che non è altro che il foro nasale dell’elefante. Tali resti fossili potrebbero quindi essere stati scambiati per uomini giganteschi con un occhio solo e infatti anche il filosofo Empedocle afferma che “in molte caverne siciliane furono ritrovati fossili di una stirpe di uomini giganteschi oggi scomparsa”.

L’ipotesi più attendibile rimane oggi quella secondo cui i Ciclopi, antichi fabbri, fossero in realtà degli artigiani emigrati da oriente fino alle isole Eolie dove si sono trovate tracce della lavorazione dei metalli durante la facies Diana (IV millennio a.C.)[2]. I riscontri archeologici potrebbero così confermare il mito che li voleva residenti proprio su tali Isole[3]. La presenza di un occhio solo potrebbe essere una tradizione legata all’usanza di coprire con una benda l’occhio sinistro per proteggerlo dalle scintille ovvero da un ipotetico tatuaggio sulla fronte rappresentante il Sole, essere cui questi antichi artigiani poterono probabilmente essere devoti[4].

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ciclopeultima modifica: 2011-07-27T18:07:35+00:00da esococcolb11
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